La Corte di Cassazione con la Sentenza n. 20384 del 5 ottobre 2011, ha sancito la liceità del provvedimento espulsivo nei confronti del lavoratore che ha diffuso la voce su presunte relazioni intime tra un socio e la responsabile marketing e comunicazione dell'azienda. La Suprema Corte, nel particolare, ha accolto la tesi dell'azienda che imputava al lavoratore il tradimento del rapporto fiduciario e la lesione dell'immagine aziendale, facendo credere che le assunzioni venissero fatte in base a valutazioni estranee alla professionalità e competenza dei lavoratori.