Matrica, joint paritetica tra Polimeri Europa del gruppo Eni e Novamont, l'azienda ex Montedison oggi leader mondiale nelle bio-plastiche (fa capo alla sgr Investitori associati), è nata in Sardegna con l'obiettivo di trasformare il petrolchimico Eni di Porto Torres in uno dei più grandi poli industriali di chimica verde a livello internazionale, capace di sfornare 350mila tonnellate all'anno di prodotti biodegradabili di origine vegetale (intermedi, plastiche, lubrificanti, additivi), partendo dalle coltivazioni locali, in questo caso il cardo, ricavate mettendo a reddito i terreni marginali della Sardegna.
L'investimento supera il miliardo, di cui 500 milioni a carico del gruppo Eni per la bonifica dell'area e 300 milioni per la realizzazione da parte di EniPower di una centrale a biomassa che utilizzerà i residui vegetali della lavorazione. Saranno costruiti sette nuovi impianti - il primo è previsto che entri in produzione a inizio 2014, l'ultimo nel 2016 - in sostituzione della vecchia struttura industriale (a parte la divisione gomme), con una spesa di 250 milioni e la prospettiva di passare dai 550 dipendenti attuali a 685, una volta a regime, cento dei quali nel centro ricerche che opererà in collegamento con le Università della Sardegna.