| MANIFESTAZIONI CONTRO LA GRAVE CRISI DELLA SARDEGNA. Liberaimpresa condivide lo stato di malessere generale in cui vivono i sardi. La crisi delle imprese coinvolge non solo gli imprenditori, ma anche chi ci lavora e le famiglie. Per questo riteniamo fondamentale condividere le informazioni sulle rivendicazioni che vengono avanzate dai movimenti che coordinano le proteste e allo stesso tempo essere parte attiva nel proporre soluzioni. Riteniamo necessario non solo protestare ma anche costruire un documento di rivendicazione aperto alle proposte di tutti. Per lunedì prossimo a Bono convocata una riunione con l’obiettivo di costituire un coordinamento zonale. Proponiamo a tutti la partecipazione, inoltre chiediamo la collaborazione per inserire nel nostro BLOG ciò che chiediamo venga fatto per cambiare la situazione attuale della nostra isola. |
- DICHIARAZIONE DELLO STATO DI CRISI
- DIMEZZAMENTO DEI COSTI DI CARBURANTE E DEFISCALIZZAZIONE
- ABOLIZIONE DELL'AGENZIA' DI RISCOSSIONE EQUITALIA
- CONGELAMENTO DELLE CARTELLE ESATTORIALI
- MORATORIA DI ALMENO DUE ANNI DEI DEBITI IN ATTESA DI UNA RIFORMA ORGANICA DELLA FISCALITA
- ABOLIZIONE DELL'IMU SULLE AZIENDE AGRICOLE
- ACCESSIBILITA’ PER LE IMPRESE AI PRESTITI BANCARI
- BUROCRAZIA DEI RIFIUTI, LIBERALIZZAZIONE DEGLI ADEMPIMNENTI CON L'ELIMINAZIONE DI TUTTI I
PRIVILEGI CONCESSI ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
- Ritorno a moneta sovrana;
- Azzeramento del debito pubblico dovuto a signoraggio;
- Azzeramento o riduzione significativa delle tassazioni su beni di prima necessità come beni alimentari e su prodotti di utilità pubblica (carburanti, telecomunicazioni , autostrade, mezzi di collegamento ecc..) e CONTROLLO dei
prezzi degli stessi; - Blocco totale delle importazioni dei prodotti esteri agricoli o di altri settori di valenza strategica dell'economia nazionale;
- Blocco e controllo delle liberalizzazioni selvagge in attuazione in questi giorni
- Condono tombale delle cartelle esattoriali emesse da equitalia con effetto regresso (e restituzione dei beni sottratti) ed eliminazione dello stesso ente;
- Politiche di risanamento economico delle aziende della piccola e media impresa in difficoltà attraverso un fondo pubblico controllato;
- Politiche di risanamento del mondo del lavoro attraverso una defiscalizzazione dei contratti a tempo indeterminato; riduzione dei termini di pensionamento a 35 anni di anzianità e/o 65 anni di età (60 anni per le donne) e base di minima retribuzione delle sociali ad € 1.000 aggiornate agli aumenti istat;
- Incentivi per l'assunzione a tempo indeterminato di giovani al di sotto dei 30 anni;
- Incentivi alle aziende pubbliche o private per il settore ricerca e innovazione;
- Ritorno al sistema bancario come SERVIZIO PUBBLICO e non per speculazioni varie;
- Controllo e monitoraggio delle tariffe assicurative RC per utenti finali ed aziende;
- Contenimento delle licenze e delle aperture straordinarie di ipermercati e blocco delle aperture fuori orario ed incentivi per il piccolo commercio;
- Inserimento della cosiddetta Democrazia Partecipativa (ovvero governo attraverso la partecipazione diretta del popolo);
- Abbattimento degli agii dei parlamentari e ripristino del gettone di presenza per gli stessi
| Movimento Forconi Brindisi: i punti di rivendicazione del movimento |
| Una delegazione del Movimento Forconi Brindisi ha incontrato la delegazione stabile dei trasportatori in rivolta, i quali per il raggiungimento dei comuni intenti hanno deciso di unire le forze e creare anche in città delle azioni di protesta. Vogliamo comunque indicare, per maggiore chiarezza, i punti di rivendicazione del movimento: |
