lunedì 19 novembre 2012

IN SARDEGNA, APPRENDISTATO FRENATO DALLE NUOVE NORME (dall'Unione Sarda del 19/11/2012)

L'UNIONE SARDA - Economia: In Sardegna apprendistato frenato dalle nuove norme
19.11.2012
Sono al di sotto delle aspettative le nuove regole contenute nel Testo unico per l'apprendistato. Marco Fenza, presidente del Consiglio dei consulenti del lavoro della provincia di Cagliari sgombra il campo dalle possibili ambiguità: «Siamo favorevoli allo strumento dell'apprendistato che nel tempo ha permesso a moltissimi giovani di formarsi e di entrare nel mondo del lavoro. Ma la complessità delle norme rischia di frenare soprattutto le piccole e medie imprese, vero tessuto produttivo dell'Isola». Da una ricerca, resa nota dal Consiglio nazionale, emerge che l'82% delle aziende non considera più semplici le nuove regole per l'apprendistato professionalizzante. LA SARDEGNA Occorre ricordare che delle tre forme di apprendistato previste (più una pensata per i lavoratori in mobilità), l'apprendistato professionalizzante, o di mestiere per il conseguimento di una qualifica professionale, è l'unica operativa in Sardegna. Si dovrà attendere ancora per l'apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale e per quello di alta formazione e ricerca. Fenza spiega che, per le piccole aziende, le difficoltà sono legate all'estrema attenzione riservata agli aspetti non solo sostanziali ma anche formali della formazione: «Il mancato rispetto della forma può portare alla perdita dei benefici contributivi». A complicare le cose il divieto di interrompere senza giusta causa il rapporto con l'apprendista durante il periodo della formazione, pena la perdita dei vantaggi ottenuti all'attivazione del contratto: «La norma dovrebbe tutelare i lavoratori, in realtà l'imprenditore rischia di essere sanzionato anche nel caso sia lo stesso apprendista a interrompere il rapporto».I DUBBI Il datore di lavoro può scegliere invece di non confermare il rapporto di lavoro con l'apprendista alla fine della formazione. Ma, in questo caso, dovrà versare un contributo per finanziare l'Assicurazione sociale per l'impiego con una somma che parte da circa 1600 euro. Anche lo sgravio contributivo del 100% ai datori di lavoro che assumono apprendisti in aziende con meno di 10 unità, può trasformarsi in un boomerang: l'applicazione di questo beneficio prevede per le aziende l'obbligo di regolarità contributiva, non sempre possibile in tempi di crisi. Molte piccole imprese, infatti, hanno difficoltà a essere puntuali proprio nei pagamenti delle contribuzioni. Altre criticità riguardano la retribuzione degli apprendisti che oggi possono essere inquadrati con due livelli retributivi inferiori a quelli definiti per la qualifica professionale da conseguire: «Nelle piccole aziende la nuova norma si può tradurre in una differenza minima di trattamento e provocare malumori tra i lavoratori qualificati che magari si trovano a insegnare il mestiere a persone che prendono solo qualche decina di euro in meno rispetto a loro».I VANTAGGI Tra i vantaggi introdotti con il Testo unico c'è invece la riduzione del monte ore di formazione esterna all'azienda. «Le imprese», conclude Fenza, «devono avere l'interesse a investire sui giovani, poiché dovranno dar loro le professionalità necessarie sia per la crescita personale sia per quella dell'azienda che deve essere sempre più competitiva. C'è ancora molto da fare per dare slancio a questa importante tipologia contrattuale e renderla vantaggiosa per i lavoratori e per le imprese, oggi scoraggiate dalla troppa burocrazia. L'auspicio è che nell'incertezza del lavoro e dell'economia reale ci sia almeno la certezza normativa e delle disposizioni che regolano il sistema».