giovedì 10 luglio 2014

STUDI DI SETTORE, PER LA CASSAZIONE L’AGENZIA DEVE PROVARE CHE I DATI CONTABILI SONO INATTENDIBILI


STUDI DI SETTORE, SENTENZA DELLA CASSAZIONE
L’AGENZIA DEVE PROVARE CHE I DATI CONTABILI SONO INATTENDIBILI
Con Sentenza del 9 luglio 2014, n. 15633, la Corte di Cassazione ha sentenziato che l’Agenzia delle Entrate, nel momento in cui emana l'avviso di accertamento da studi di settore, per provare che non si tratta di sola mera difformità tra quanto dichiarato e le medie del settore. Infatti, nel caso di cui alla sentenza, “il discrimine tra l'accertamento condotto con metodo analitico extracontabile e quello condotto con metodo induttivo deve riflettersi nella inattendibilità dei dati risultanti dalle scritture contabili, le quali se regolari necessitano per la loro sconfessione di prove idonee a suffragare l'apparente scostamento”. Praticamente, ad avviso della Cassazione, la motivazione dell'atto di accertamento, in tema di studi di settore, non può esaurirsi nel rilevare lo scostamento dei dai parametri, ma deve precisare (anche sotto il profilo delle prove) i motivi per cui disattende le ragioni del contribuente in sede di contraddittorio.