Partecipate, gestione allegra: scoppia il caso della “Fluorite”
Il caso più eclatante si chiama “Fluorite di Silius”: è in liquidazione da maggio 2009 ma i costi del personale, così come i trasferimenti di denaro da parte della Regione, sono cresciuti (parecchio) esercizio dopo esercizio. Poi ci sono altre società, in fase di dismissione anche da quattordici anni, che alle casse pubbliche pesano “soltanto” per i compensi pagati puntualmente ai curatori fallimentari. Il grosso delle partecipate - in cui le quote dell'amministrazione di viale Trento variano dallo 0,72 al 100% - sono in attività, costano oltre 330 milioni di euro l'anno, hanno 5600 e rotti dipendenti (la voce “personale” complessivamente ammonta a 239 milioni 136 mila euro, più 3 milioni per studi e consulenze) e in larga misura non rispettano gli obblighi di pubblicità e trasparenza imposti dalla legge. È vero che dal 2012 al 2013 molte hanno risparmiato e sanato i conti, ma nell'ultima verifica della Corte dei conti ci sono richiami pesanti riguardo «criticità», «irregolarità», «situazioni paradossali», «disallineamenti tra dati».