venerdì 11 dicembre 2015

AUMENTO DELLE TASSE PER I SARDI? LA REGIONE CI PROVA


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AUMENTO DELLE TASSE PER I SARDI?
LA REGIONE CI PROVA
La Giunta regionale ha deciso di aumentare le tasse per pagare i debiti della sanità. Il Consiglio dovrà decidere entro l’anno.
Arriva la stangata sull'addizionale regionale dell'Irpef per i lavoratori e pensionati sardi. La Giunta ha deciso di aumentare le aliquote per recuperare risorse da utilizzare per colmare una parte dei 400 milioni di euro di deficit sanitario del 2015. I cittadini dovranno, almeno per tre anni, contribuire al risanamento della sanità sarda con una tassazione ancora maggiore.
LA PROPOSTA
La Giunta sceglie di mettere da parte l'aumento dei ticket per puntare sui lavoratori e pensionati, con l'obiettivo di portare nelle casse circa 210 milioni aggiuntivi. Per diventare esecutivo il provvedimento dovrà essere approvato dal Consiglio regionale entro l'anno. Pronti alla battaglia i sindacati perché «l'aumento dell'Irpef non può essere l'unica soluzione utile». LE ALIQUOTE
In Sardegna l'aliquota era fissa per qualsiasi reddito all'1,23%. L'aliquota si calcola sullo stipendio lordo: per i redditi che non superano i 15.000 euro annui rimane invariata mentre per la fascia da 15 a 28mila si applica il 2,70%. Sopra i 28.000 e sino a 55.000 l'aliquota è 3,10% mentre per tutti i redditi sopra i 55.000 si applica il 3,33%. Il sistema degli scaglioni prevede che l'aliquota venga applicata in maniera progressiva, solo sulla cifra che supera la soglia: ad esempio, su un reddito di 20.000 euro si applica l'1,23% sino ai 15.000 e il 2,70 sui restanti 5.000 euro. L'addizionale regionale dell'Irpef si applica a tutti i lavoratori dipendenti e per tutti coloro che ne sono assoggettati nella busta paga di fine mese o direttamente nella dichiarazione dei redditi.
I CONTI
Su un deficit del 2015 di 400 milioni di euro la quota per il risanamento che metteranno i lavoratori è la fetta più grossa. Infatti, ulteriori 128 milioni arriveranno da quello che l'assessore del Bilancio, Raffaele Paci chiama «il ciclo economico» e i restanti 62 milioni verranno «dalla spending review», spiega l'assessore. È lo stesso Paci a sottolineare che si tratta di una scelta obbligata perché «le alternative sarebbero nuove tasse o ulteriori tagli su altre politiche». Inoltre, l'esponente della Giunta difende un provvedimento che «tutela le fasce più deboli della popolazione e chiede a chi può permetterselo di contribuire».
(Tratto da l’Unione Sarda)

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