mercoledì 25 febbraio 2015

COMITATO DI SINDACI VUOLE COSTITUIRE UN ENTE ANTI ABBANOA

La Regione ci ha provato a farli rientrare nei ranghi. Un mese fa hanno incontrato i componenti della Commissione consiliare che segue il Governo del territorio, per cercare insieme una soluzione. Poi, la rottura definitiva. I sindaci anti-Abbanoa hanno tutte le intenzioni di portare avanti la loro battaglia. Sono trenta in tutto, e non ne vogliono proprio sapere di stare sotto un unico gestore dell'acqua. Ieri mattina a Cagliari gli amministratori “ribelli” si sono riuniti per firmare l'atto costitutivo del Gasi (Gestioni autonome servizio idrico). Nel loro mirino c'è la legge regionale recentemente approvata che istituisce l'ente di governo dell'ambito unico territoriale sardo. Obiettivo: chiedere un immediato intervento legislativo che consenta di andare avanti con le gestioni dirette. «La legge nazionale», ha spiegato Giovanni Ruggeri, consulente del neonato Comitato del no, «consente qualche deroga. Ma la porta aperta dalla normativa ora viene chiusa dalla legge regionale. Tutte le altre Regioni, eccetto la Puglia, hanno fatto scelte diverse. Pensiamo a un consorzio di comuni che non vogliono stare sotto Abbanoa». Fra i centri che hanno aderito c'è anche Domusnovas, con il sindaco Angelo Deidda. E poi Fluminimaggiore: «Gestiamo autonomamente l'acqua», dice il sindaco Ferdinando Pellegrini, «senza chiedere un centesimo alla Regione. Con Abbanoa salirebbero automaticamente tariffe e costi per gli allacci: qualcuno potrebbe non farcela a sostenere le spese. Per questo ci impegneremo in una battaglia su tutti i fronti. Prontissimi, naturalmente, a fare ricorso al Tar». Una lotta che coinvolge tutta l'Isola dal nord al sud. Soprattutto piccoli centri che in questi anni hanno fatto quadrare i conti gestendo da soli la risorsa idrica. «Garantendo», aggiuge Pellegrini, « anche servizi di pronto intervento entro le 24 ore».
Tratto da l'Unione Sarda